Tiquadrature


Le Tiquadrature, ovvero ovvero tutte le cose interessanti captate da Tiquadra:
letture, tendenze, curiosità che stimolano e migliorano il nostro lavoro.

LETTURE: Ctrl+C, Ctrl+V (Scrittura non creativa)

goldsmith13 Gennaio 2019 - Mail, relazioni, programmazione, messaggi, post... Oggi tutti scriviamo, molto più di qualche anno fa. Complici di questa diffusione sono le nuove tecnologie: hanno stravolto le professioni e le abitudini sociali, fornendoci sistemi e dispositivi basati proprio sulla scrittura. Una scrittura nuova: noi oggi scriviamo facendo copia-e-incolla, linkando, dettando vocalmente, con l'ausilio del completamento e del correttore automatici; e magari lo facciamo in maniera collettiva, su documenti condivisi, con persone all'altro capo del mondo. Kenneth Goldsmith - artista, poeta e docente universitario a Philadelphia - prova a fare il punto su cosa sia la scrittura oggi con il suo libro "Ctrl+C, Ctrl+V (Scrittura non creativa)". E lo fa con originalità e provocazione, vedendo in queste pratiche poco tradizionali la nuova sostanza dell'atto creativo. Lo scrittore "classico", il genio romantico, solitario e introspettivo che passa le nottate nel suo studio isolato e zeppo di libri non c'è più; al suo posto l'autore contemporaneo, sempre connesso, che usa, saccheggia, e rielabora l'oceano di testi che questa contemporaneità produce e diffonde senza sosta.


LETTURE: The artist in the machine

miller23 Dicembre 2019 - Su questa pagine, in diverse occasioni, abbiamo parlato di intelligenza artificiale e delle sue applicazioni in ambiti originali e curiosi. Abbiamo narrato le gesta di AI alle prese con la poesia, la sceneggiatura, la pittura, la musica... ambiti lontani da quelli più produttivi e strettamente funzionali che ci si potrebbe aspettare. Ma si tratta di applicazioni tutt'altro che frivole o velleitarie, legate all'aspetto forse più distintivo, profondo e misterioso della mente umana: la creatività. "The artist in the machine" di Arthur I. Miller, pubblicato dalla prestigiosa MIT Press, prova a tracciare un quadro complessivo delle sperimentazioni in ambito artistico delle tecnologie AI. Ma non si limita a raccontarci i casi più rappresentativi e sbalorditivi, e prova a riflettere sullo stato dell'arte di queste esperienze. Per Miller c'è ancora un passo da fare per poter definire le tecnologie AI davvero creative: finora i motori AI sono stati stimolati e alimentati da studiosi e artisti nei loro centri di ricerca; per crescere, dovranno spingersi un po' più in là, svezzarsi e uscire dai laboratori per entrare nel mondo, lasciandosi stimolare e ispirare dalla complessa e brulicante realtà che li/ci circonda.


LETTURE: Arcade Game Typography

arcade9 Dicembre 2019 - Qui in Tiquadra in molti abbiamo passato i pomeriggi della giovinezza davanti ai videogame, a casa, con gli amici, nelle vecchie sale giochi. A quel tempo non facevamo troppa attenzione alla tipografia dei videogiochi, presi com'eravamo da astronavi da pilotare, partite da vincere, combattimenti all'ultimo sangue e principesse da salvare. Al massimo guardavamo la restituzione grafica, rimanendo a bocca aperta ad ogni nuova uscita, con la qualità delle immagini che rapidamente, nel corso degli anni, diventava sempre più fluida e realistica. Il libro "Arcade Game Typography" raccoglie i font utilizzati all'interno dei vecchi videogiochi, gli arcade. Font grazie ai quali abbiamo letto le storie introduttive dei giochi, le istruzioni, i punteggi. Font che a guardarli ora, così pixelosi e poco aggraziati, ci fanno quasi sorridere, ma che in realtà sono frutto di riflessioni e accorgimenti davvero encomiabili. Facile oggi - con le risoluzioni mostruose e i milioni di colori degli schermi attuali - fare buona tipografia nei videogame; molto più arduo farlo con gli arcade, con pixel enormi e pochissimi colori, riuscendo a renderli leggibili e coerenti con il gioco.


EVENTI: Le ispezioni del garante in azienda

gdpr25 Novembre 2019 - Qualche giorno fa, con il nostro partner Acrive121 - Digital Privacy Solutions, abbiamo organizzato un incontro di confronto e aggiornamento tra gli addetti ai lavori sulle criticità e le soluzioni per gestire (e prevenire) al meglio le ispezioni del Garante della Privacy in azienda. Si tratta di un tema importante e ci sembrava davvero indispensabile discuterne lasciando fuori gli aspetti legislativi della faccenda, di cui si è scritto e parlato davvero tanto, e focalizzandosi invece su quelli pratici e operativi. Abbiamo progettato questo evento come un condensato di casi studio, informazioni, best practice, soluzioni concrete, in modo che potesse diventare una preziosa occasione di aggiornamento. Sono state quattro ore intense e partecipate, con una platea di it manager, security manager, marketing manager, avvocati e imprenditori curiosa e interessata. Figure che hanno la responsabilità di comprendere e contribuire a risolvere il passaggio dalla Governance alla Privacy by Design, ovvero tra il Dire ed il Fare del GDPR.

Qui trovi un approfondimento sull'incontro

LETTURE: Scrollino

scrollino11 Novembre 2019 - Si dice che siamo in una fase consolidata della rivoluzione digitale, e che viviamo già in un'epoca post-internet, in cui le connessioni sono scontate, acquisite, onnipresenti. Un po' come da decenni si dà per scontata l'energia elettrica o l'acqua corrente nelle case. Siamo in un'epoca in cui i device ci accompagnano in tutti i momenti della giornata; in cui il digitale ha colonizzato il mondo reale. Ci sono tanti segni che dicono ciò, anche molto piccoli, come nei gesti più banali e nel lessico di tutti i giorni. Scrollino ne è un esempio: gli scrollini sono libretti cartacei, tradizionalissimi quindi, almeno per quanto riguarda i materiali. Però, per leggerli, non si sfogliano, si scrollano. Si tratta di scatolette di cartone (sembrano quelle dei cerotti, certo più belle e colorate) al cui interno c'è un rotolino di carta, sul quale sono stampati i contenuti, testi e immagini. I suoi creatori lo definiscono uno "smartphone on paper".  Ecco che lo scrollare, azione legata alla modalità di lettura sugli schermi, si estende oltre lo spazio virtuale e conquista il mondo degli oggetti reali.


VISIONI: L'AI che dimentica

ai dimentica28 Ottobre - In genere le reti neurali dei sistemi AI "imparano" le cose grazie ad una massiccia somministrazione di cose omologhe già esistenti. Se l'AI deve imparare a creare una canzone, si "ascolta" milioni di altre canzoni; se deve imparare a scrivere una poesia, si "legge" un'infinità di altre poesie, e via dicendo.
Un artista ha voluto insegnare ad un sistema AI come creare l'immagine realistica di un viso umano. Per farlo ha quindi sviluppato un algoritmo che somministrasse alla rete neurale milioni di altre immagini di visi. Ma non si è fermato qui. Nell'algoritmo, quasi fosse un genoma, ha anche incluso delle funzioni di graduale spegnimento della rete neurale stessa, proprio come se l'AI fosse una creatura viva, le cui cellule del cervello, con l'età, muoiono. Il risultato visivo, alquanto disturbante, è quello di un video in cui vediamo un viso realistico (che, ricordiamo, non esiste davvero ma è creato dall'AI) deformarsi pian piano, perdere riconoscibilità, come se l'AI dimenticasse il volto, come se la rete neurale fosse colpita da un Alzheimer digitale.


VISIONI: Writing the history of the future

zkm14 Ottobre 2019 - Lo ZKM (Zentrum für Kunst und Medien) di Karlsruhe, in Germania, è un museo unico al mondo, progettato per esporre, conservare, produrre arte quando questa dialoga con la tecnologia. Fondato nel 1989, nel corso degli anni ha dato vita ad una ricchissima collezione permanente, con circa 8mila opere, tutte visualizzabili sul sito web. Una collezione in cui dipinti e sculture - i linguaggi tradizionali dell'arte - hanno lasciato spazio a installazioni multimediali, video interattivi, ambienti sonori...
A 30 dalla sua fondazione, il museo non poteva che celebrare la ricorrenza con una grande mostra: Writing the History of the Future. La mostra raccoglie oltre 500 opere della collezione, esposte su una superficie di oltre 6mila metri quadrati. L'esibizione è divisa in due sezioni: la prima è incentrata sui processi partecipativi in arte e sugli albori della rivoluzione digitale, toccando anche la letteratura sperimentale, la optical art e i lavori pionieristici di computer art; la seconda sezione invece è dedicata invece alla videoarte e ai trend più più recenti della new media art.


VISIONI: Malware: Symptoms of Viral Infection

virus23 Settembre 2019 - I virus informatici sono tornati al centro della scena. Non tanto nell'ambito della cybersicurezza, quanto in quello dell'arte e, più in generale, della cultura. Solo qualche mese fa aveva fatto scalpore l'asta in cui un lap top, al cui interno erano installati i 6 virus più pericolosi di tutti i tempi, era stato aggiudicato per l'astronomica cifra di 1,3 Milioni di Euro. E ora i virus tornano ad essere protagonisti grazie ad una mostra all'Het Nieuwe Instituut di Rotterdam, che in qualche modo "li celebra". È vero, i virus sono l'incubo di tutti, capaci di mandare all'aria il lavoro di giorni e distruggere computer e devices. Ma è altrettanto vero che sono oggetti culturali, in qualche modo l'emblema della potenza dei linguaggi di programmazione. Bisogna darne atto: scrivere un virus, capace in poche righe di codice di generare caos e distruzione, è maledettamente difficile. La mostra analizza il fenomeno dal punto di vista storico, ripercorrendo le vicende dei virus più "importanti" che si sono propagati negli anni; e mostra anche come artisti e designer li abbiano reinterpretati e ricontestualizzati per dar vita a opere d'arte.


VISIONI: Umanità aumentata

umanità aumentata9 Settembre 2019 - Tutti i giorni leggiamo le notizie sullo smartphone, scrolliamo i social, ascoltiamo musica in streaming e usiamo app per ogni servizio. Ognuna di queste azioni genera una quantità incredibile di dati su di noi, le nostre abitudini, le nostre vite, non solo a livello di singoli individui ma anche di intere comunità e società. Se si tralascia per una volta la questione - giustissima - dell'utilizzo di questi dati da parte di chi li detiene, e si prova a guardare a quei numeri con un diverso punto di vista, può essere fatta una considerazione importante: quelle informazioni ci permettono di tracciare come mai prima d'ora i contorni della nostra umanità, rendendola un'umanità potenziata, aumentata. È questa la tesi di base dei curatori della mostra "Umanità aumentata. Identità contemporanee tra dati e rappresentazione", allestita al Circolo del Design di Torino fino al 20 Settembre. Attraverso artefatti di information design che si nutrono di quei dati e opere d'arte più tradizionali, la mostra prova a visualizzare il vivere contemporaneo, affrontando i temi più attuali legati al corpo, alle relazioni umane, ai desideri e agli immaginari delle persone.


LETTURE: Market Café Magazine

market cafe26 Agosto 2019 - La visualizzazione dei dati è uno dei temi caldi nel mondo della comunicazione, sia essa in ambito economico, produttivo, politico o sociale. In una quotidianità dove tutto è "dato", trovare il modo di rendere leggibili quei numeri diventa un'esigenza imprescindibile in tutti i settori. Non sorprende dunque l'attenzione crescente verso l'information design e la data visualization. Prova ne è il numero sempre maggiore di pubblicazioni e siti legati a questi ambiti. Uno degli esempi più interessanti è la rivista "Market Café Magazine", interamente dedicata alla data visualization e, va da sé, curatissima dal punto di vista grafico. A realizzarla sono due information designer italiani, trapiantati a Londra per lavoro da diverso tempo. La rivista, giunta ormai al quarto numero, non si limita a presentare le migliori realizzazioni di data visualization, ma vuole essere soprattutto uno spazio di indagine teorica e critica della disciplina, con articoli e interviste ai protagonisti del settore. Il titolo dell'ultimo numero, uscito a inizio estate su cui ruotano tutti gli interventi è davvero intrigante: "Do you trust data?" 


TENDENZE: Urban Flying Opera

ufo8 Agosto 2019 - In pochi anni, i droni (o, per meglio dire, i quadricotteri) sono diventati oggetti comuni: ce li hanno gli studi fotografici e professionali, gli appassionati di diavolerie elettroniche, i ragazzi che ci giocano al posto delle automobili radiocomandate. Ma cosa succede se, oltre alla consueta videocamera, sul drone viene piazzata una bomboletta spray? Si ottiene un prodigioso "pennello", in grado di raggiungere e dipingere qualsiasi superficie. Già da qualche anno si registrano utilizzi - più o meno legali - di droni in tal senso, ma una delle iniziative più interessanti è quella messa in atto dallo studio di Carlo Ratti, l'architetto che dirige il Senseable City Lab del MIT. Qualche settimana fa, in un'area industriale dismessa di Torino, è stato realizzato il primo esperimento del progetto UFO (Urban Flying Opera). Per due giorni, una flotta di quattro droni ha realizzato su una grande parete un disegno murale collettivo. il disegno è frutto infatti di un'elaborazione realizzata a partire da centinaia di disegni raccolti e selezionati nei mesi scorsi attraverso un sito web dedicato. 


VISIONI: Dalla voce alla faccia

ai voice22 Luglio 2019 - C'è un fermento generale riguardante l'AI: non passa giorno in cui non si legga di sperimentazioni e ricerche, in molteplici ed eterogenei campi di applicazione. Nei giorni scorsi ha fatto parlare di sé un algoritmo sviluppato dal MIT di Boston, in cui un sistema AI è stato istruito affinché possa essere in grado ricostruire l'immagine del viso di una persona semplicemente dal timbro della sua voce. Alla rete neurale basta ascoltare un frammento di discorso con la voce dell'individuo per poter generare un'immagine fotorealistica del suo viso. Gli autori, per istruire il sistema, hanno "mostrato" all'AI un corpus considerevole di video su Youtube, in modo che imparasse la relazione che c'è fra il timbro della voce e la fisionomia delle persone. L'algoritmo, per stessa ammissione del MIT, non è precisissimo e potrà essere perfezionato, ma certo - a giudicare dalle prime immagini fatte circolare - i risultati sono sorprendenti. Lascia indubbiamente stupiti, e anche un po' disturbati, sapere che un computer può ricostruire la nostra immagine solo a partire da poche parole uscite dalla nostra bocca.


LETTURE: Atlante sentimentale dei colori

atlante dei colori9 Luglio 2019 - Qua in Tiquadra trascorriamo la maggior parte del tempo davanti al computer. È il nostro lavoro e la nostra passione. Ci sono alcune cose però, nel mondo dell'informatica, che sono davvero monotone. Una di queste sono i colori che, con il digitale, hanno perso molto della loro poesia, ridotti a codici standardizzati. I colori, quando si tratta di computer, fanno una vita piuttosto #333, ops... grigia. Sfogliare un libro come "Atlante sentimentale dei colori" diventa allora qualcosa di appagante e avventuroso. Non più cifre esadecimali, codici rgb o cmyk, bensì nomi curiosi, che evocano storie sorprendentemente interessanti. Kassia St Clair racconta, in decine di agili schede, la vita dei colori e dei loro nomi. E così si scopre che il Magenta si lega ad una battaglia nel piccolo comune lombardo; che il Fucsia deve il suo nome al fiore, che a sua volta è un omaggio a Fuchs, botanico tedesco; o che kaki vuol dire "polveroso" in lingua urdu. Insomma, tutto è molto più poetico rispetto a dire al collega: "Scusa, le campiture fammele in #EEE, il bordo #2361A3 e le scritte in #111".


VISIONI: L'AI animation

monnalisa24 Giugno 2019 - Continuano senza sosta le avventure dell'AI che, grazie a università, centri di ricerca e grandi aziende del settore, è protagonista indiscussa delle sperimentazioni più destabilizzanti e originali del settore informatico. Il settore che indaga l'AI e le applicazioni nel campo delle immagini è uno dei più battuti e prolifici, non passa giorno senza leggere di conquiste e avanzamenti in questo ambito.
Il passo fatto da un centro di ricerca di Samsung fa comunque un certo effetto. I suoi informatici sono riusciti a sviluppare un algoritmo in grado di animare i ritratti. L'algoritmo, partendo quindi dalla singola immagine di un viso, è capace di generare animazioni complesse, mostrando lati nascosti del viso, cambiando le espressioni, facendo parlare il protagonista dell'immagine. Ed è in grado di farlo sia a partire da immagini fotografiche che da ritratti pittorici. Fra le animazioni diffuse da Samsung è probabilmente proprio quella che vede protagonista una spigliata Monna Lisa di Leonardo la sequenza che lascia più sbalorditi.


TENDENZE: Virus all'asta

virus10 Giugno 2019 - In genere si fa di tutto per proteggere il proprio computer da attacchi informatici e malware, e l'idea di avere il proprio pc infetto da un virus è uno degli incubi diffusi che caratterizzano la nostra epoca digitale. Fa quindi un certo effetto sapere che un artista-hacker cinese si è prodigato nell'installare sul proprio laptop i 6 virus informatici più distruttivi mai creati dall'uomo; e lascia sbalorditi sapere che quel laptop è finito in un'asta di opere d'arte contemporanea, battuto per l'esorbitante cifra di 1,3 milioni di dollari, elargiti da un anonimo e alquanto insolito collezionista.
La "rinomata" selezione di virus include il celebre "ILOVEYOU", dell'annata 2000, che si diffondeva grazie ad un'ammiccante email il cui subject era proprio "I love you"; c'è poi "MyDoom", del 2004, che detiene ancora oggi il record di velocità di propagazione di un virus; fino al recente "Wanna cry", del 2017. Il nome di quest'ultimo sembra davvero azzeccatissimo ed evoca la reazione di chi se lo ritrova nel proprio computer.


VISIONI: La città delle finestre rotte

hito27 Maggio 2019 - Interno di un capannone industriale, luci gialle, spazi pressoché vuoti. Una squadra di tre persone, in tuta da lavoro, è impegnata in una strana operazione: mettono una finestra su un cavalletto, la fissano per bene, poi rompono con una mazza il vetro; tirano giù la finestra rotta, puliscono un po' e ne mettono un'altra, diversa dalla precedente. L'operazione si ripete. Si nota una cosa: microfoni registrano i vetri che vanno in frantumi. Pian piano la vicenda si dipana: la squadra sta istruendo un sistema AI, gli sta insegnando a riconoscere il suono di finestre che si rompono.
La diffusione dei sistemi AI è anche fatta di queste situazioni apparentemente assurde e grottesche. La scena sopra descritta è il video di un artista, Hito Steyerl, che da anni riflette sull'era digitale. Il video è in mostra al Castello di Rivoli, poco distante da Torino, ed è parte della mostra personale "La città delle finestre rotte". Ma a chi interessa insegnare all'AI a riconoscere il rumore di finestre rotte? Al settore industriale della sicurezza e della sorveglianza.


RICORRENZE: Password Day

password13 Maggio 2019 - Di "Giornate" speciali ce ne sono per tutti i gusti: da quelle davvero importanti come la "Giornata della Terra", a quelle più leggere come la "Giornata del Gatto" (17 Febbraio), passando per giornate nerd quali lo "Star Wars Day" (4 Maggio) o culinarie come la "Giornata della Bistecca" (17 Marzo). Non stupisce dunque che, in un'epoca post-internettiana come la nostra, sia stato istituito il "World Password Day", celebrato proprio qualche giorno fa, il 2 Maggio. Sebbene sulle prime possa far sorridere, si tratta, a ben pensarci, di una ricorrenza con un senso. Oggi, dal conto in banca alla casella di posta, dal portale del fisco fino a quello degli acquisti on line, tutto è accessibile grazie a quelle brevi stringhe di caratteri che dovrebbero stare solo ed esclusivamente nella nostra testa. Ad istituire la ricorrenza, fin dal 2012, è stato un consorzio di aziende private, con l'obiettivo di sensibilizzare il pubblico sull'importanza delle password e sulla necessità di stare attenti a come si usano. Una campagna doverosa visto che, ancora oggi, la password più diffusa al mondo continua ad essere "123456".


VISIONI: AI songwriter

ai songwriter29 Aprile 2019 - Sicuramente, fra qualche decennio, gli anni che stiamo vivendo verranno storicizzati come l'età del'AI e delle sue sperimentazioni. Succede sempre così: una rivoluzione tecnologica si affaccia ed ecco che la sua diffusione coincide con una fase di effervescenza creativa, avanguardistica e visionaria, in genere ottimista, alcune volte ingenua. E così, in questi ultimi mesi, abbiamo visto l'AI applicata ad ambiti distanti e disparati: c'è l'AI musicista, quella regista di trailer, pittrice, guida museale...
L'ultima ad arrivare è l'AI songwriter, autrice di canzoni country. Botnik, un collettivo di artisti, scrittori e sviluppatori interessati al rapporto fra uomo e macchina, ha pensato bene di istruire un motore AI somministrandogli un corpus di brani musicali. L'AI si è lasciata "ispirare" e ha "scritto" una serie di canzoni, le quali sono state messe in musica e registrate da una band di musicisti (umanissimi). Ascoltando la hit: "You can't take my door", il cui (non)senso ermetico lascia un po' perplessi, si intuisce che per l'AI c'è ancora un bel po' da imparare e che Bob Dylan o Dolly Parton hanno, per ora, poco da temere.


PERSONE: Katie Bouman, la fotografa del buco nero

bouman15 Aprile 2019 - La si è già definita la foto del secolo: è stata pubblicata su tutti i giornali, è apparsa su tutti i media, è diventata meme onnipresente sui social. Stiamo parlando dell'immagine di M87, il buco nero supermassivo di una galassia situata a circa 50 milioni di anni luce dalla Terra, "scattata" grazie al poderoso lavoro di centinaia di ricercatori di diversi centri di ricerca di tutto il mondo, impegnati per mesi con i loro radiotelescopi puntati verso quel puntino nello spazio. Si tratta di un'immagine davvero importante, soprattutto perché conferma quanto predetto dalla teoria della Relatività Generale di Einstein.
Ma c'è una seconda immagine, legata a questa notizia, che sta girando in modo diffuso: si tratta della foto di Katie Bouman, la giovane ricercatrice del MIT impegnata, con numerosi colleghi, nell'elaborazione dell'algoritmo che ha permesso di trasformare la grande mole di dati provenienti dai radiotelescopi in un'immagine fruibile ai nostri occhi. La foto, che ritrae la Bouman scoprire per la prima volta sul proprio laptop l'immagine del buco nero che ha contribuito a svelare, colpisce per la sincera emozione della giovanissima protagonista.


VISIONI: Dallo schizzo alla foto

hashedtime25 Marzo 2019 - C'erano una volta gli artisti che, con un blocco di carta e astuccio sottobraccio, se ne andavano in giro per campagne e città, schizzando le vedute più emozionanti a cui si trovavano di fronte. Con pochi e rapidi tratti coglievano l'essenza del paesaggio e gli elementi salienti dei luoghi. Oggi, grazie - guarda caso - all'intelligenza artificiale, quel processo sembra potersi svolgere nel senso opposto: non più gli artisti che, guardando il reale, fanno gli schizzi; bensì l'AI che, guardando degli schizzi, genera il corrispondente paesaggio fotorealistico. Dietro tutto ciò c'è Nvidia, il noto colosso delle schede grafiche, che ha sviluppato un software in grado di generare immagini fotografiche partendo dalle poche linee e campiture di un veloce schizzo. Nell'interfaccia di questo software (che in realtà ricorda un il buon vecchio MS Paint), "l'artista" umano disegna ad esempio una macchia verde, un'altra blu e uno sfondo azzurro; e l'AI, in tempo quasi reale, crea il paesaggio corrispondente: un bosco, un laghetto, il cielo azzurro.


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